LA PULIZIA DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

Impianti di climatizzazione: cosa, quando e perché è così fondamentale pulirli? Chi deve procedere con l’intervento? Quali sono le zone o condizioni in cui è importante attuare la procedura di pulizia con maggiore frequenza?

ERRECOM, azienda italiana leader nella realizzazione di soluzioni chimiche dedicate alla climatizzazione, ha realizzato un vademecum relativo alle attività di manutenzione e pulizia degli impianti che vuole rispondere proprio a queste domande. Di seguito ne riportiamo i contenuti (per scelta editoriale, dall’articolo originale sono stati eliminati i riferimenti ai nomi commerciali dei prodotti. Chi fosse interessato può contattare direttamente il produttore, ndr).

Cosa pulire in un impianto di climatizzazione?
Tra le componenti più importanti da pulire ai fini della qualità dell’aria troviamo i filtri dell’evaporatore che, diversamente da quanto sostenuto da molti, non possono essere trattati solo con acqua calda e sapone. Proprio come lascia intendere il termine stesso, i filtri hanno la funzione di purificare l’aria che entra in un ambiente trattenendo tutti quei contaminanti come polvere, polline e allergeni, che possono essere dannosi per la salute di chi ci vive. Tali particelle vanno rimosse con pulitori formulati specificatamente per i filtri per due motivi essenziali: da un lato, va garantita l’assoluta compatibilità del detergente con i materiali con cui il filtro è fabbricato per evitare danni, dall’altro va assicurata un’igienizzazione completa e profonda a tutela dell’indoor air quality che acqua calda e sapone non possono di certo ottenere. I filtri intasati, inoltre, riducono il passaggio dell’aria con evidenti perdite di performance dell’impianto.

Anche la pulizia delle batterie alettate di evaporatori e condensatori è un elemento fondamentale, soprattutto dal momento che, per la loro conformazione e struttura, sono particolarmente soggette ad accumulo di sporco. Tra le lamelle in metallo, infatti, si insinuano e ristagnano particelle di vario tipo: polvere, foglie, detriti, smog e insetti nel caso delle unità esterne ma anche residui grassi e oleosi nel caso delle unità interne. Ovviamente esistono anche prodotti universali che, grazie alla loro speciale formulazione, possono essere utilizzati per pulire in totale sicurezza sia i filtri, che le batterie alettate di evaporatori e condensatori.

Ultime, ma non meno importanti, le linee frigorifere. Anche nei tubi in cui fluisce il gas refrigerante, infatti, possono essere presenti delle impurità: lì maglie metalliche, polvere e ossidi metallici sono tra le principali e vanno rimosse flussando le linee con liquidi di lavaggio professionali. Operazione, questa, che solo un tecnico HVAC/R può fare.


Perché è importante pulire un impianto di climatizzazione?
Negli anni della pandemia abbiamo imparato a nostre spese l’importanza dell’indoor air quality al fine di proteggerci non solo da virus aggressivi come il covid o da batteri come la legionella, ma anche da problemi di salute apparentemente meno gravi come riniti, congiuntiviti e via dicendo.

Solo recentemente, e forse proprio a fronte della maggiore sensibilità sviluppata in materia, enti di salute internazionali e nazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute in Italia o il Centers for Disease Control and Prcorsion in USA hanno sollevato la questione della Sindrome dell’Edificio Malato. Tale problematica tende a verificarsi in edifici moderni o recentemente rinnovati dotati di impianti VMC e di climatizzazione senza immissione di aria fresca dall’esterno. Ventilazione insufficiente e procedure di pulizia e sanificazione inadeguate sembrano essere le principali cause di una sintomatologia aspecifica: irritazione delle membrane mucose oculari e nasali, pelle secca, mal di testa, stanchezza e calo della produttività.

Prestare molta attenzione alla pulizia e alla sanificazione delle unità interne di un impianto A/C, quindi, è innanzitutto fondamentale per tutelare la salute delle persone, ovunque esse si trovino: uffici, scuole, centri commerciali, palestre, hotel e ambienti domestici.

Tra le altre ragioni fondamentali, poi, ne troviamo un’altra che risulta essere attualmente un argomento di interesse diffuso: l’efficienza degli impianti. Lo sporco accumulato sui filtri o sulle batterie alettate di evaporatori o condensatori, infatti, funge da vera e propria barriera che riduce, nel primo caso, il flusso d’aria del climatizzatore e, nel caso delle batterie alettate, il loro scambio termico, aumentando i consumi energetici dell’impianto.

Per quanto riguarda, invece, il lavaggio delle linee frigorifere, questo si rende fondamentale per rimuovere i contaminanti ed evitare che circolino nell’impianto andando ad inquinare il gas refrigerante e impedendo all’impianto di funzionare correttamente.


Quando e con quale frequenza pulire un impianto di climatizzazione?
Restando in tema di lavaggio linee frigorifere, tale procedura va eseguita in momenti specifici della vita dell’impianto e più precisamente: durante la fase di installazione e primo avvio, in caso di sostituzione del compressore o retrofit.
Il discorso, invece, cambia in caso di pulizia di filtri e batterie alettate. Per i primi si raccomanda una detersione frequente, a cadenza mensile, per le seconde, invece, almeno ad ogni cambio stagione o comunque ogniqualvolta si inverte la modalità dell’impianto da riscaldamento a raffrescamento o viceversa.


Chi deve occuparsi della pulizia degli impianti A/C?
Fermo restando che pulizia e manutenzione degli impianti di climatizzazione richiedono sempre l’intervento di tecnici HVAC specializzati, si raccomanda ugualmente l’integrazione con una pulizia più frequente a cura dell’utente. Chiaramente il consiglio riguarda esclusivamente filtri e batterie alettate, per il trattamento dei quali esistono ormai sul mercato diversi pulitori pronti all’uso e che sono raggiungibili senza la necessità di smontare l’apparecchio.


In quali zone gli impianti A/C sono maggiormente esposti allo sporco?
A determinare le esigenze di pulizia di un impianto A/C non solo concorre la frequenza e l’intensità di utilizzo dello stesso, ma anche il luogo in cui questo è installato. Per quel che riguarda le unità esterne, non c’è dubbio che sono le zone costiere e le aree altamente industrializzate e urbanizzate ad essere particolarmente esposte ad agenti contaminanti. Smog, polvere, salsedine e, di conseguenza, ruggine sono elementi ricorrenti in queste circostanze che, soprattutto se non rimossi con frequenza costante, riducono drasticamente le prestazioni dei condensatori. Parlando di evaporatori, invece, è necessario prestare particolare attenzione alla pulizia di quelli installati nelle cucine, poiché particolarmente esposti a sporco grasso e ambientale, e negli ospedali, sale operatorie e case di cura per anziani, vista la salute cagionevole delle persone che abitano tali ambienti.