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1 installatori decreto mise

 

Come tutti sappiamo molto bene, la legge italiana prevede che le aziende operanti nel settore dell’installazione di impianti tecnologici, abbiano nel loro organico un Responsabile Tecnico, abilitato ai sensi del DM 37/08, il quale ha il compito di garantire che il lavoro, svolto da lui stesso o dagli operai, sia portato a termine nel rispetto dei riquisiti tecnici di sicurezza e affidabilità.


Allo stesso modo sappiamo che l’abilitazione sopra citata può essere ottenuta in diversi modi, a seconda del percorso formativo del singolo individuo. Le famose “lettere” sulla visura camerale possono quindi essere ottenute tramite: diploma di laurea in materia tecnica specifica; diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria, seguita da un periodo di lavoro di due anni continuativi presso un'impresa del settore; titolo o attestato di formazione professionale, congiuntamente ad un periodo di lavoro di almeno quattro anni continuativi alle dipendenze di una ditta del settore; prestazione lavorativa, in qualità di operaio specializzato, svolta alle dirette dipendenze di un'impresa abilitata nel ramo di attività per un periodo non inferiore a tre anni; collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di imprese abilitate del settore svolta dal titolare di impresa o dal socio o da collaboratore familiare per un periodo non inferiore a sei anni.


Ma cosa succede nel caso di un lavoratore straniero, che vuole aprire un’azienda in Italia, ma non ha studiato o lavorato nel nostro Paese? In questo caso l’ottenimento delle abilitazioni risulta più complicato, a causa della difficoltà a dimostrare le conoscenze pregresse nel settore di competenza. A volte, infatti, le abilitazioni ed i titoli di studio stranieri non possono essere equiparati a quelli “nostrani” o l’esperienza lavorativa non può essere considerata valida per i più diversi motivi. Si tratta di difficoltà che però non hanno motivo di esistere all’interno dell’Unione Europea, essendo in netto contrasto con la politica lavorativa vigente nel vecchio continente. Per questo motivo, con il DM 27 luglio 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha regolamentato il percorso da seguire per i lavoratori provenienti dagli altri Paesi dell’Unione Europea, che intendono operare in Italia, ma che non hanno tutte le carte in regola con la normativa più sopra esposta.


In base al provvedimento, se l’installatore non rispetta i requisiti previsti per l’ottenimento dell’abilitazione, può scegliere di sottoporsi ad una prova attitudinale, articolata in una parte pratica ed una teorica, in modo da dimostrare la sua competenza e conoscenza delle nozioni fondamentali relative alla sua specializzazione. L'esame in questione sarà organizzato dalla regione territorialmente competente (eventualmente avvelendosi del supporto di CIG e ASL) in base alle indicazioni fornite dal Mise relativamente agli argomenti da conoscere e alle normative di riferimento, alle attività da svolgere nella prova pratica e alle materie del colloquio orale. Dal superamento del test deriva il riconoscimento dei requisiti professionali da parte dello Stato Italiano e la conseguente possibilità di nomina come responsabile tecnico.


In alternativa alla prova attitudinale, i cittadini europei possono scegliere di seguire un tirocinio di adattamento. Questo consiste in un percorso formativo, della durata non superiore a tre anni, che dovrà essere svolto presso una struttura autorizzata, individuata dall'autorità regionale territorialmente competente. A conclusione del periodo stabilito, la struttura presso cui il tirocinio si è svolto comunica l'esito con apposito verbale all'autorità regionale, la quale lo trasmette al Ministero dello sviluppo economico e, se il giudizio ottenuto è positivo, dà il via libera all’abilitazione.


Chi invece ha conseguito il proprio titolo professionale in un Paese esterno all’Unione Europea non ha scelta e deve necessariamente sostenere la prova attitudinale.


Si tratta, in conclusione, di provvedimento necessario in virtù della politica lavorativa europea, che semplificherà non poco la vita dei lavoratori stranieri che, superando l’esame, avranno la certezza di veder riconosciute le abilità in loro possesso, accedendo più facilmente al mondo lavorativo italiano.


Ing. Alfero Daniele
Collaboratore Tecnico
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