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La sicurezza energetica è un concetto che spesso giunge alle nostre orecchie, soprattutto quando parliamo di gas, petrolio e della loro importazione nel nostro Paese. Ma cosa significa, in parole povere questo termine?


Con sicurezza energetica si intende la disponibilità di rifornimenti energetici affidabili a prezzi ragionevoli. Il termine nasce dal riconoscimento del fatto che l'accesso a grandi quantitativi di energia, sotto forma di materie prime energetiche e di tecnologia necessaria alla produzione, sono un requisito fondamentale per il normale funzionamento delle società industrializzate. In caso di interruzione delle forniture di energia sarebbe infatti impossibile il regolare funzionamento delle infrastrutture fondamentali di comunicazione, produzione e trasporto.


Risulta quindi chiaro come la sicurezza energetica sia uno dei pilastri su cui si basa tutta la politica mondiale ed è evidente la necessità di preparare strategie da utilizzare durante eventuali momenti di crisi. Per questo motivo la Commissione Europea ha presentato nei giorni scorsi una serie di misure, con l’obbiettivo di preparare l'UE alla transizione energetica globale e a possibili interruzioni dell'approvvigionamento delle fonti primarie.


Punto centrale di tutto il pacchetto è un'ampia gamma di misure volte a proteggere gli Stati membri in caso di interruzione delle forniture di gas. Come? Riducendo la domanda di energia ed al contempo aumentando la produzione interna, spingendo anche sulle rinnovabili e sulla diversificazione delle fonti energetiche, così come stabilito anche nella conferenza sull’ambiente, svoltasi a Parigi nel dicembre scorso.
Nell’ottica dell’Unione infatti, il gas metano, pur svolgendo un ruolo fondamentale nella transizi

one verso un'economia a basse emissioni di carbonio e restando quindi una componente importante del mix energetico dell'UE, risulta un combustibile estremamente a rischio, vista l'attuale dipendenza esterna da Russia e Africa. Rischio legato a possibili interruzioni delle forniture, a causa di guerre o di mancati accordi economici.


Per comprendere appieno la gravità del problema, basta pensare alle crisi del gas del 2006 e del 2009, che avevano lasciato al freddo milioni di persone in tutto il vecchio continente. Siuazioni che, purtroppo, non si sono ancora risolte, così come dimostrano le attuali tensioni politiche ai nostri confini.


È però particolare la soluzione prospettata. Già perché invece di puntare principalmente sulla produzione interna tramite le fonti disponibili, i provvedimenti presentati danno grande importanza al metano, prospettando un’aumento degli approvvigionamenti della materia prima, in modo da creare scorte da utilizzare nel momento del bisogno. La volontà è poi quella diintrodurre, e questo è senza dubbio un bene, un principio di solidarietà tra gli Stati membri per garantire l'approvvigionamento delle famiglie e dei servizi sociali essenziali, quali quelli sanitari, qualora l'approvvigionamento sia compromesso da una grave crisi.


Al fine di garantire la sicurezza viene inoltre introdotto un controllo degli accordi intergovernativi firmati dagli Stati membri con Paesi terzi, per poter verificare la conformità alla normativa sulla concorrenza e alla legislazione sul mercato interno dell'energia prima che i patti siano negoziati, firmati e sigillati.


Notizie indubbiamente positive arrivano poi dal fronte del riscaldamento e del raffreddamento in ambito edilizio e industriale, responsabili da soli di circa la metà del consumo energetico dell'UE. L’energia necessaria per queste attività è attualmente prodotta per il 75% a partire da combustibili fossili importati da Paesi esterni all’UE. La strategia proposta si concentra quindi sulla rimozione degli ostacoli per la ristrutturazione degli edifici, in particolare se gli interventi prevedono soluzioni di efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. La Commissione intende inoltre promuovere incentivi per inquilini e proprietari che intendono riqualificare gli immobili adottando soluzioni più efficienti e la realizzazione di interventi di efficienza energetica anche in scuole e ospedali.


Nella sua totalità quindi il giudizio che può essere dato al pacchetto di misure è senza dubbio positivo, ma alcuni punti sono discutibili, perché, anziché risolvere un problema, non fanno altro che aggirarlo, rimandando la soluzione ad un secondo momento.

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