CESSIONE DEL CREDITO E SOSTEGNI-TER: IL PUNTO SUI NUOVI OBBLIGHI

A partire da oggi, la normativa relativa alla cessione del credito subisce nuove modifiche, introdotte alcuni giorni fa del decreto cosiddetto “Sostegni-ter”.


In pratica ora, la norma consente esclusivamente:

1. in caso di opzione per lo sconto in fattura (ex articolo 121, comma 1, lettera a) del Decreto Rilancio), la facoltà di cedere il credito da parte del soggetto che ha effettuato gli interventi di cui al successivo comma 2, con divieto di successive cessioni da parte dell’avente causa.

2. in caso di cessione del credito (ex articolo 121, comma 1, lettera b) del Decreto Rilancio, nonché ai sensi del comma 1 del successivo articolo 122), la facoltà di cedere il credito da parte del beneficiario originario, con divieto di successive cessioni da parte dell’avente causa.


Per quanto riguarda i crediti oggetto delle opzioni in esame prima del 7 febbraio 2022 è prevista una disciplina transitoria: per detti crediti, è consentita la facoltà di cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, esclusivamente una volta, ferme restando le ulteriori condizioni di validità della cessione, così come previste dalla normativa. Quindi, così come chiarisce la stessa Agenzia delle Entrate, sulla base del regime transitorio previsto dal comma 2 del citato articolo 28 i crediti che – alla data del 7 febbraio 2022 – sono stati precedentemente oggetto di sconto in fattura o cessione del credito, possono essere oggetto esclusivamente di una ulteriore e sola cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Tutto ciò a patto che, prima del 7 febbraio 2022, sia stata trasmessa la comunicazione all’Agenzia delle entrate, a prescindere dal numero di cessioni avvenute prima di questa data. Tali crediti possono essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione, che potrà essere effettuata dal 7 febbraio 2022.


Si noti che, considerati i tempi tecnici necessari per l’adeguamento del software che consente la trasmissione telematica della comunicazione delle opzioni, un successivo provvedimento direttoriale ha rporogato dal 7 febbraio al 17 febbraio 2022 il termine entro il quale devono essere inviate le Comunicazioni per le opzioni relative agli interventi agevolabili per gli anni 2020, 2021 e 2022.

 

E’ importante ricordare questi punti, in quanto la disposizione sancisce la nullità dei contratti di cessione conclusi in violazione delle disposizioni di cui sopra. Quindi, al fine di evitare successive impugnazioni dei contratti, è opportuno adeguarsi a quanto indicato.

 

Inutile dire che i punti precedenti non hanno trovato l’appoggio delle associazioni di categoria, che hanno sottolineato come i continui cambiamenti rischiano di bloccare la spinta alle attività per cui il provvedimento di cessione del credito era stato inizialmente studiato.

 

E’ particolare notare invece che la nuova disciplina non raccoglie particolare favore nemmeno tra gli stessi tecnici del Senato, secondo cui la disposizione in question “potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi nel settore. Tuttavia, la restrizione introdotta appare altresì suscettibile di ridurre in modo significativo - per la sua portata rispetto alla disciplina previgente - le concrete possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito; la qual cosa potrebbe dar luogo a ricadute in ordine all'entità degli investimenti futuri nel settore”.

I tecnici del Senato ricordano che “nella stima degli effetti finanziari associati alle detrazioni fiscali operanti in materia (ad es. il c.d. Superbonus 110%) sono stati sempre contabilizzati nei saldi di finanza pubblica le maggiori entrate a titolo di IVA, IRPEF/IRES ed IRAP che sono state ipotizzate come ascrivibili all'effetto correlato alla spesa indotta (ossia i maggiori investimenti nel settore). Tali effetti positivi stimati potrebbero risentire della forte riduzione introdotta con il provvedimento in commento circa le possibilità di cessione dei crediti di imposta, per cui appare opportuno acquisire la valutazione sul punto”.

Pertanto, “si suggerisce un approfondimento in ordine al profilo evidenziato al fine di poter riscontrare l'affermazione che si legge in RT per cui le disposizioni in commento non recano maggiori oneri per la finanza pubblica”.