ECOBONUS PER POMPE DI CALORE: NON E' FACILE COME SEMBRA

La detrazione fiscale per gli interventi di efficentamento energetico, il così detto Ecobonus, è uno strumento che è stato ampiamente utilizzato negli scorsi anni, portando lavoro alle imprese del settore e promuovendo lo sviluppo di un parco edifici maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale.

Nonostante l’ampio utilizzo di questa possibilità, abbiamo tuttavia notato che, su un punto in particolare, la normativa non risulta perfettamente chiara a tutti gli utenti: è infatti abbastanza diffusa la convinzione che, installando un condizionatore, si possa usufruire di questo incentivo. Tuttavia le cose non sono così semplici...

 

Se infatti è vero che, dal 2008, sono ammesse alla detrazione ai sensi del comma 347 della finanziaria 2007 anche le pompe di calore ad alta efficienza, è anche vero che tale intervento deve rispettare determinati requisiti. E proprio tra questi requisiti ve n’è uno di particolare importanza: l’Art.2, comma 1e) del “DM Requisiti ” 6.08.2020 definisce infatti agevolabili ai sensi del comma 347, gli interventi di sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione.

Sottolineiamo, nella frase precedente, la parola SOSTITUZIONE che trasmette un’informazione fondamentale: per accedere all’Ecobonus non è sufficiente installare un nuovo generatore, ma deve, necessariamente, esserci una sostituzione. Per quanto sopra, non sono quindi agevolabili quegli impianti che costituiscono integrazione ad un impianto di climatizzazione invernale già esistente (si veda risposta 5.D delle FAQ AdE).

Ciò detto, è comunque vero che la norma ammette anche le sostituzioni parziali, ma, se qualcuno stesse immaginando una possibilità per eludere la norma, leggendo le righe seguenti resterà certamente deluso.
Pur mancando infatti una chiara definizione di “sostituzione parziale”, sempre leggendo le FAQ messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, troviamo interessanti indicazioni in merito.

La domanda 8.D recita infatti:
Ho intenzione di riqualificare energeticamente l’impianto termico del mio appartamento, che attualmente è costituito da un’unica caldaia. Pensavo di fare in modo che la caldaia riscaldasse parte dell’immobile e che l’altra parte venisse riscaldata da un sistema di pompe di calore ad alta efficienza. L’intervento così concepito può essere ritenuto agevolabile nello specifico ai sensi del comma 347 della legge 296/2006?

Interpretando il comma 1e) dell’Art.1 del DM “Requisiti” 6.08.2020 che ammette gli interventi di sostituzione integrale o parziale di impianti termici con impianti dotati di caldaie a condensazione e/o pompe di calore ad alta efficienza, consultato il MiSE, per il quale l’obiettivo principale è il conseguimento dell’efficienza energetica, qualora l’intervento proposto assicuri un risparmio di energia primaria per la climatizzazione invernale (dimostrato da una relazione asseverata da parte di un tecnico abilitato) almeno pari a quello che si avrebbe con la sostituzione della caldaia esistente con una a condensazione e, ancora, le pompe di calore posseggano i requisiti tecnici indispensabili per usufruire delle detrazioni ai sensi del comma 347 della legge finanziaria, riteniamo l’intervento descritto agevolabile ai sensi di questo comma.

A chi è del mestiere, risulterà certo chiaro che l’aggiunta di un condizionatore, senza alcuna accortezza di progettazione, quasi mai consentirà di raggiungere il risparmio energetico richiesto. E considerato che tale risparmio dovrà essere asseverato tramite un APE, la richiesta di detrazione difficilmente andrà a buon fine.

Risparmi che invece potrebbero essere ottenuti nel caso individuato dalla domanda 7.D, che citiamo prima di concludere:
Ho intenzione di rendere più efficiente l’impianto termico del mio appartamento, che attualmente è costituito da una caldaia che assolve sia alla climatizzazione invernale che alla produzione di acqua calda sanitaria. Pensavo di mantenere la vecchia caldaia per la sola produzione di acqua calda e di installare un sistema di pompe di calore per il riscaldamento. L’intervento così concepito, può essere ritenuto agevolabile ai sensi del comma 347 della legge finanziaria?

Sulla base dell’Art.2 comma 1e) del “DM Requisiti” 6.08.2020, che definisce gli interventi agevolabili ai sensi del comma 347 della legge finanziaria 296/06, per usufruire di queste detrazioni, in linea generale, si dovrebbe smantellare il vecchio generatore.

Ciò premesso, in relazione al contesto illustrato, sentito il MiSE, per il quale l’obiettivo finale è il conseguimento dell’efficienza energetica, riteniamo che il vecchio generatore possa anche non essere rimosso e assolvere unicamente alla produzione di (ACS) a condizione che siano realizzati interventi che non consentano con operazioni semplici ad eseguirsi, il ripristino del suo funzionamento per il riscaldamento. Si ritiene che tale condizione deve essere asseverata da un tecnico abilitato.