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Patentino personale, certificazione d’impresa, verifica della strumentazione, tutte spese che un’azienda è obbligata a sostenere se vuole lavorare regolarmente nel settore della climatizzazione. Ma ben vengano delle regole precise che tutelino i cittadini e l’ambiente, purchè le regole vengano rispettate. E soprattuto che vengano rispettate da tutti! Sfortunatamente, guardandoci attorno, ci accorgiamo che questo non accade: grandi centri commerciali, siti internet e, purtroppo, anche qualche grossista specializzato, spesso vendono senza richiedere i dati del certificato personale ed aziendale, condizionatori non ermeticamente sigillati e precaricati o, ancora peggio, bombole di gas refrigerante.

La situazione è sotto gli occhi di tutti, eppure pare che neanche le denunce telvisive sull’illegalità della pratica siano riuscite a cambiare qualcosa. Per questo motivo diciotto piccole imprese del settore, esasperate dalla situazione, hanno deciso di prendere in mano la questione intraprendendo un’azione legale nei confronti di uno dei siti di e-commerce dove è possibile acquistare gas refrigerante evitando i controlli. Un’iniziativa senza dubbio encomiabile, tanto più che la piattaforma chiamata in causa è uno dei colossi mondiali del settore: Amazon.

Sul sito in questione è infatti possibile comprare contenitori di F-gas (ovviamente pieni di refrigerante) senza che vengano richiesti né il numero di certificazione di impresa, né quello della certificazione personale, cosa ormai vietata da diversi anni in base al regolamento UE 517/14. Una pratica che, senza alcun dubbio, rappresenta un evidente atto di concorrenza sleale, favorendo coloro che, non avendo ottenuto i titoli necessari ad operare non devono sostenere gli oneri legati al mantenimento di questi ultimi. La situazione determina inoltre la possibilità di creare un mercato parallelo di fornitori che, a loro volta, concorrono non equamente con le imprese regolarmente certificate, alimentando così un mercato illecito in tale ambito.

Da qui la richiesta, inviata al Tribunale di Roma, di inibire in via d’urgenza la vendita senza alcun controllo di f-gas, a tutela dei diritti e degli interessi delle imprese certificate.

Ma cosa succederà ora?

Sicuramente bisognerà attendere l’11 ottobre prossimo, data in cui è stata fissata la prima udienza del provvedimento, che si terrà di fronte alla nona sezione civile del Tribunale di Roma.

Concludiamo quindi ribadendo il  nostro appoggio a quelle aziende che hanno deciso di ricorrere in giudizio, portando avanti una campagna anche a nome delle migliaia di imprese che operano ogni giorno nel rispetto delle regole e delle normative.  

Arrivederci ai prossimi aggiornamenti sulla questione.


Ing. Alfero Daniele
Collaboratore Tecnico
Professional Team

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