BONUS EDILIZI: DA GENNAIO 2023 SERVIRA' LA SOA

Superbonus, Ecobonus, detrazioni fiscali. Quelle che dovevano essere le armi del rilancio per il settore dell’edilizia e dell’impiantistica dopo il difficile periodo della pandemia (che già seguiva, comunque, a un momento non propriamente roseo) rischiano di trasformarsi in un pericoloso boomerang proprio per quel comparto che doveva trarne il maggior beneficio. Il problema, di fatto, rimane sempre lo stesso: limitare le frodi. Ma quello che è senz’altro un nobile obbiettivo, negli ultimi mesi ha reso molto difficile, ed a volte impossibile, la gestione delle attività da parte delle aziende. Non fosse altro che per i continui cambiamenti: prima il bonus si può cedere, poi non si può più, poi si può di nuovo, ma solo qualche volta...ed ora, l’ennesimo cambiamento, approvato ieri con un emendamento al disegno di legge di conversione al Decreto “Ucraina” (DL 21/2022), approvato dalle Commissioni Finanze e Industria del Senato.

L’emendamento in questione, presentato dai Senatori di Italia Viva, Davide Faraone e Mauro Maria Marino, introduce un meccanismo di qualificazione delle imprese per i lavori di importo superiore a 516mila euro.
Una cifra certamente elevata, per cui la questione parrebbe avere un impatto limitato...Tuttavia l’obbligo si estende anche a coloro che lavorano in subappalto!


Quindi anche l’azienda termoidraulica che, all’interno di una riqualificazione più ampia, esegue una piccola parte dei lavori (ad esempio cambiando la caldaia per un importo di poche migliaia di euro) dovrà sottostare a queste nuove regole.
Ma quali sono queste nuove regole?


E’ presto detto: dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023 (periodo transitorio per permettere alle aziende di mettersi in regola), per poter ottenere il Superbonus e gli altri bonus edilizi, le imprese chiamate ad eseguire i lavori in appalto o in subappalto dovranno, in alternativa:
- essere in possesso della qualificazione SOA, prevista dall’articolo 84 del Codice Appalti, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto;
- essere in possesso, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, di un contratto con uno degli organismi di attestazione, finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA.

In quest’ultimo caso, per il riconoscimento degli incentivi è necessario che all’impresa sia stata rilasciata l’attestazione della qualificazione SOA.


Poi, dal 1° luglio 2023, i lavori incentivati con il Superbonus e gli altri bonus edilizi potranno essere svolti solo da imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, siano in possesso della qualificazione SOA.

Per chi non lo sapesse, specifichiamo che la Certificazione SOA è un attestato obbligatorio (rilasciato da Organismi di Attestazione autorizzati) che comprova la capacità economica e tecnica di un’impresa di qualificarsi per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori di importo maggiore a € 150.000,00 e conferma inoltre che il soggetto certificato sia in possesso di tutti i requisiti necessari alla contrattazione pubblica.


Pare quasi inutile dire che le critiche a questo provvedimento, la cui efficacia nel contrasto delle frodi pare abbastanza dubbia, sono arrivate dalla quasi totalità delle associazioni di categoria. E’ infatti evidente come una simile soluzione tagli fuori dal mercato molte piccole e medie imprese, che non possono permettersi i costi, non troppo contenuti, di una certificazione SOA.
Questo coro di critiche ed i continui cambi di opinione del Governo avvenuti nel recente passato a proposito delle detrazioni fiscali, fanno presagire che nei prossimi mesi qualcosa potrebbe cambiare. Tuttavia, solo il tempo potrà dirci se questa sensazione risulta corretta. Continuate quindi a seguirci per aggiornamenti in merito.