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ct termica

 

La centrale termica è quel luogo, all'interno di edifici sia civili che industriali, in cui trovano alloggiamento tutte quelle componenti e apparecchiature che servono a produrre e distribuire energia termica all'edificio o agli edifici cui la centrale è dedicata ed il cui cuore principale è il generatore di calore.

In virtù quindi delle molteplici componenti e delle potenze in gioco (si parla propriamente di centrale termica quando la somma delle potenze delle macchine installate nello stesso locale supera i 35 kW) le centrali termiche sono oggetto di diverse prescrizioni legislative volte ad assicurarne la sicurezza e che riteniamo utile approfondire all’interno di questo articolo.

I due principali testi di riferimento sono, per le caldaie a combustibile liquido con potenza termica superiore a 30.000 kcal/h (35 kW),il DM 28/04/2005, mentre, per le caldaie a gas con potenza termica superiore a 35 kW (30.000 kcal/h), valgono invece le prescrizioni del D.M. 12.04.96, riportate anche all’interno della norma UNI 11528. In questo articolo ci concentreremo sugli impianti alimentati a gas metano. Gli impianti a GPL seguono regole simili, ma con alcune prescrizioni in più (posizionamento sopra il piano di campagna, posizione delle aperture di aerazione...)


All’interno delle norme sopracitate vengono specificati i requisiti degli apparecchi e degli impianti, oltre che alle caratteristiche che devono avere i locali in modo da garantire la conformità alla regola dell’arte ed il rispetto delle norme antincendio. Se inoltre la potenzialità supera i 116 kW, le centrali termiche sono soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco e sono quindi obbligatorie le pratiche antincendio.


Vediamo dunque quali sono, in generale, le prescrizioni da rispettare, dando per assodato che gli apparecchi installati siano conformi alle normative e direttive vigenti (marcatura CE).

 
I locali della centrale termica devono essere obbligatoriamente aerati permanentemente (le aperture devono essere fisse e non chiudibili) per eliminare sia un eventuale accumulo di gas sia i prodotti della combustione in caso di incendio. La superficie totale delle aperture deve essere tanto più grande quanto più è grande la potenzialità totale delle caldaie (es. S=Qx10cm2 per CT non interrate). Le aperture non possono comunque essere inferiori a 0,3 m2. E’ necessario inoltre che una parete del locale di installazione lunga almeno il 15% del perimetro del locale stesso si affacci su spazio scoperto.


Ci sono poi alcuni requisiti che riguardano le strutture: quelle portanti (ad esempio i pilastri del locale) e quelle separanti (pareti, pavimenti e soffitti) devono essere del tipo resistente al fuoco (REI60 o REI120 per impianti con potenza inferiore o superiore a 116 kW) per far sì che durante l’incendio il locale non crolli generando ulteriori danni o pericoli e per evitare che l’incendio si trasmetta agli altri locali. Anche le porte hanno dei requisiti dimensionali: devono avere altezza minima 2 m e larghezza minima 0,6 m.


Ma gli obblighi legati alla centrale termica non si limitano alle prescrizioni della prevenzione incendi: all’interno dei locali in questione vengono realizzati diversi tipi di impianto (termico, gas, elettrico) che, per essere considerati sicuri, devono a loro volta rispettare le normative di settore. Consideriamo brevemente anche questo aspetto.


Per prima cosa gli impianti termici con potenza superiore ai 35 kW devono tenere conto delle disposizioni dell’ISPESL, che, con la Raccolta R 2009, specifica le dotazioni impiantistiche necessarie a garantire la sicurezza dell’installazione.


Tale documento differenzia gli impianti a vaso aperto e quelli a vaso chiuso. Nel primo caso il generatore di calore deve essere collegato a due tubazioni distinte: un tubo di sicurezza e ad un tubo di carico. Il primo ha lo scopo di mettere in comunicazione la parte più alta del generatore con l’atmosfera , mentre il secondo collega la parte inferiore del generatore con la parte inferiore del vaso d’espansione al fine di consentire il rapido riempimento del generatore con l’acqua proveniente dal vaso.


In entrambi i tipi di impianto viene richiesta la presenza di  “dispositivi automatici destinati ad impedire che siano superati i valori limite prefissati di pressione e temperatura dell’acqua” e che possono essere identificati con la valvola di sicurezza e la valvola di scarico termico. La prima, usata negli impianti a vaso chiuso, agisce scaricando una quantità di fluido tale da impedire che sia superata la pressione di sicurezza prefissata.  La seconda invece scarica una quantità di fluido tale da impedire che sia superata la temperatura di sicurezza prefissata. La valvola di scarico termico va installata in prossimità del generatore, alla sommità di esso o sulla tubazione di mandata a monte di qualsiasi organo di intercettazione ed è dotata di azione positiva, cioè entra in azione anche in caso di avaria dell’elemento sensibile.


Da non dimenticare inoltre che all’interno della centrale termica vi è, necessariamente, anche l’impianto elettrico (causa, da solo, del 30% degli incendi).


Per questo impianto il progetto da parte di un professionista è obbligatorio, secondo il DM 37/08, per una potenza elettrica impegnata superiore a 6kW e in caso di presenza di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, ovvero dove sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio.


Il pericolo d'esplosione è, in genere, considerato nullo, a patto di utilizzare apparecchi ad uso civile rispondenti al DPR 661/96, ovvero dotati di marcature CE, equipaggiati con una valvola di intercettazione di sicurezza e in presenza di un'adeguata aerazione dei locali. Nel caso invece in cui si utilizzino apparecchi non conformi a quanto appena detto,  l’assenza del pericolo di esplosione deve essere valutata in riferimento alla norma CEI 31-35 V2, secondo la procedura indicata nell’allegato scaricabile dal seguente link.


Altrettanto rara è la possibilità di trovarsi in locali a maggior rischio di incendio, ovvero locali con elevata densità di affollamento o elevato tempo di sfollamento, strutture portanti combustibili, presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione o deposito di detti materiali in cui il compartimento antincendio presenta una classe uguale o superiore a 30. Non riguardano le centrali termiche le prime due tipologie di ambienti, e, eccezion fatta per alcuni grossi impianti a gasolio, nemmeno la terza, essendo il gas contenuto e convogliato attraverso un idoneo sistema di distribuzione.


Concludiamo quindi dando alcune indicazioni sulle accortezza da adottare nel caso in cui non sia obbligatorio un progetto. In linea generale, i componenti elettrici devono essere installati il più possibile distanti dai componenti dell'impianto termico e, eventualmente, separati da questi ultimi attraverso l’inserimento di isolanti meccanici e termici, in modo da evitare contatti accidentali che compromettano la sicurezza e l’integrità delle linee. Le condutture elettriche devono inoltre essere posizionate al di sopra di condutture non elettriche (tubazioni di acqua, vapore), proteggendole dagli effetti della condensazione o dall'eventuale uscita di liquidi.


Ing. Alfero Daniele
Collaboratore tecnico
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