QUALIFICA FER: IN ARRIVO LA REGISTRAZIONE IN VISURA CAMERALE

Sono in arrivo importantissime novità per quanto riguarda la qualifica FER.


La qualifica professionale per l'attivita' di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, più conosciuta come “qualifica FER”, è un argomento che, negli ultimi sette anni, è stato oggetto di ampio dibattito tra gli installatori italiani operanti nel settore. Questa qualifica infatti, istituita dall’art. 15 del D.Lgs 28/2011, è stata da molti immediatamente individuata come un’opportunità per evidenziare la propria professionalità, escludendo dall’installazione e dalla manutenzione degli impianti in questione soggetti improvvisati e dopolavoristi. Tuttavia, dopo l’entusiasmo iniziale, l’ingarbugliamento della burocrazia italiana ha lentamente fatto scemare l’entusiasmo, lasciando spazio ad un più diffuso malcontento.


Il decreto prevedeva infatti che i responsabili tecnici in possesso della qualifica (coloro in possesso di formazione ed esperienza di cui alle lettere a) b) e d) del comma 1 dell'articolo 4 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 3, oltre che coloro in possesso dei requisiti di competenza di cui alla lettera c) del medesimo articolo dopo aver seguito idoneo corso di formazione abilitante) dovessero, per mantenerla attiva, seguire con cadenza triennale un corso di aggiornamento, della durata mimima di 16 ore, organizzato in base alle indicazioni fornite dalla singole Regioni e Province Autonome. Ed è stato quest’ultimo passaggio a generare il vero caos: alcune Regioni si sono mosse nei tempi previsti, avviando i percorsi formativi a partire dal 2016, altre hanno avuto lievi ritardi, altre ancora hanno prorogato la scadenza per ulteriori tre anni (per poi prorogarla nuovamente allo scadere degli stessi), altre ancora non si sono in alcun modo premurate di organizzare le suddette attività formative. Questa etereogeneicità ha portato ad un immenso guazzabuglio di norme ed opinioni, che ha generato non poco malcontento e confusione nel settore.


Anche perchè l’unico documento attestante l’ottemperamento degli obblighi di legge rimaneva l’attestato rilasciato dall’organismo formativo che aveva organizzato il corso: nessun portale nazionale (eccezion fatta per alcune iniziative di singoli privati, tra cui la stessa Professional Team) e nessuna registrazione sui documenti ufficiali dell’azienda. Un invito a nozze per i furbetti!


Nell’ultimo periodo, anche grazie alla richiesta del possesso dell’attestato per l’ottenimento da parte dei clienti delle detrazioni fiscali e dei benefici del Conto Termico, la situazione si è in parte normalizzata, ma mancava ancora un passaggio fondamentale, finalmente concretizzatosi la scorsa settimana grazie all’impegno delle associazioni di categoria e delle associazioni formative degli addetti del settore.


Durante la discussione in merito alla conversione in legge del Decreto Semplificazioni (D.L. 77/2021) da parte dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Ambiente, è stato infatti approvato un emendamento, presentato dagli onorevoli Sara Moretto e Marco Di Maio, che modifica l’art. 15 del D.Lgs. 28/2011, sostituendo il comma 7. Il nuovo testo prescrive che:

A decorrere dal 1° gennaio 2022, i titoli di qualificazione di cui al presente articolo sono inseriti nella visura camerale delle imprese dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti per territorio, che li ricevono dai soggetti che li rilasciano.
Un’importante passo avanti verso la trasparenza e la valorizzazione dell’impegno formativo sostenuto dagli addetti che intendono valorizzare la propria responsabilità.


Attenzione però: cantare vittoria troppo presto potrebbe essere controproducente. Dal 2022 le Camere di Commercio saranno tenute alla registrazione del certificato, ma restano ancora da definire tutti i dettagli pratici. L’attestato dovrà essere trasmesso dall’organismo di formazione regionale o dal soggetto che svolge fisicamente la formazione? Quali sono le procedure di trasmissione? Come comportarsi in caso di esecuzione della formazione in una Regione diversa da quella di appartenenza? Una serie di domande che, speriamo vivamente, troveranno risposata in tempo utile, ma che lasciano l’attuazione del provvedimento in una momentanea incertezza.


Speriamo, a tutela degli addetti interessati, che la parola “momentanea”, in questo caso, rispetti pienamente la sua definizione...