COVID-19: SI PUO' USARE IL CONDIZIONATORE?

Da oggi, finalmente, si ricomincia a sentire odore di normalità, con le riaperture di gran parte degli esercizi commerciali e la ripresa della libera circolazione a livello regionale. Tuttavia l’emergenza COVID-19 non è ancora terminata ed è quindi necessario attuare tutte le misure idonee alla prevenzione del contagio, seguendo le indicazioni fornite dalle istituzioni per le specifiche attività.

Ma tra i mille dubbi e perplessità di questo momento, il settore della climatizzazione si pone principalmente una domanda: usare il condizionatore è sicuro?

 

Basandoci su quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità nel suo Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020, per rispondere a questa domanda bisogna prima di tutto distinguere due casistiche: gli impianti domestici e gli impianti asserviti ad uffici, esercizi commerciali, ecc…

Che si tratti del primo o del secondo caso il rapporto ricorda che la trasmissione del SARS-CoV-2 avviene prevalentemente mediante il contatto interumano tra persona e persona, attraverso l’inalazione di goccioline, generate dalla tosse o starnuti e dagli atti del parlare e del respirare. Tali goccioline generalmente si propagano per brevi distanze ed al momento non ci sono evidenze di trasmissione aerea del virus tramite particelle di polveri contenenti l’agente infettivo, che invece possono rimanere nell'aria per lunghi periodi di tempo e percorrere, trasportate da moti turbolenti, distanze rilevanti (si precisa che sono comunque in corso diversi studi in merito).

L’utilizzo del condizionatore in sé non pare quindi risultare particolarmente pericoloso, ma ovviamente bisogna distinguere l’ambiente dove questo si trova ad operare poiché, anche se le polveri non possono trasportare il virus, la movimentazione dell’aria può permettere alle goccioline di saliva di diffondersi per maggiori distanze, facilitando il contagio.

Nel caso di impianti domestici il problema è minimo: in un’abitazione generalmente vivono tre o quattro persone e quindi il rischio di contagio è limitato. Ovviamente è comunque bene arieggiare periodicamente i locali (è preferibile aprire per pochi minuti più volte al giorno, che una sola volta per tempi lunghi) e pulire regolarmente, in base alle indicazioni fornite dal produttore e ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati. La polvere catturata dai filtri rappresenta infatti un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri, funghi e agenti biologici. E’ necessario inoltre pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi, oppure con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v asciugando successivamente.

Molto diversa è invece la situazione nei luoghi pubblici: in questo caso, nello stesso locale possono essere presenti più persone ed il ricircolo dell’aria può facilitare la diffusione del virus, permettendo alle goccioline di saliva di viaggiare per una distanza ben superiore a quella di un metro.
Per questo motivo tutti i protocolli suggeriscono, se possibile, di spegnere l’impianto di condizionamento, favorendo invece il ricambio d’aria con l’esterno. In ogni caso è vietato utilizzare il ricircolo dell’aria all’interno degli ambienti.
Relativamente agli impianti di riscaldamento/raffrescamento che fanno uso di pompe di calore, fancoil o termoconvettori, qualora non sia possibile garantire la corretta climatizzazione degli ambienti tenendo fermi gli impianti, i filtri devono essere puliti in base alle indicazioni fornite dal produttore. Le prese e le griglie di ventilazione devono essere pulite con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, con alcool etilico al 75% o con altri prodotti certificati, evitando di utilizzare spray per la pulizia direttamente sui filtri per non inalare sostanze inquinanti, durante il funzionamento.