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Tutti gli installatori , indipendentemente dall’ambito di provenienza, saranno certamente d’accordo nell’affermare che, dando per scontato il rispetto delle normative e l’esecuzione degli impianti a regola d’arte, ciò che veramente distingue un lavoro di qualità sono i materiali utilizzati. Apparecchi più efficienti e con prestazioni più elevate fanno realmente la differenza e le capacità tecniche di chi esegue l’opera non possono da sole colmare il divario con forniture meno performanti. Certo è che, come recita un noto adagio, “la qualità si paga” ed è per questo che in molti scelgono di optare per soluzioni più economiche.


Attenzione però ai materiali che si scelgono di utilizzare, perchè la ricerca del risparmio a tutti i costi non può prescindere dalla sicurezza degli utenti: i prodotti utilizzati nelle costruzioni e negli impianti devono garantire prestazioni minime e certificate, nel rispetto delle norme di settore. Norme che i produttori sono, ormai da anni, tenuti a rispettare. Sfortunatamente i furbetti esistono e sul mercato, di fianco ai marchi di comprovata qualità ed affidabilità, si possono reperire anche prodotti meno affidabili. Differentemente da quello sopracitato, l’adagio “se lo vendono è perchè si può usare” non è del tutto corretto ed è meglio fare attenzione che quanto si acquista rispetti le prescrizioni di legge.


Ormai da anni infatti è obbligatorio l’utilizzo di apparecchiature e materiali marcati CE, ma recentemente, il Decreto legislativo 106/17 entrato in vigore lo scorso agosto, ha apportato qualche novità, rendendo più stringenti i requisiti relativi alla qualità dei “prodotti da costruzione”, ovvero qualsiasi prodotto realizzato per diventare parte permanente di un’opera di costruzione, sia in ambito strutturale, ma anche antincendio, igiene, risparmio energetico, ecc.


Le novità riguardano il fabbricante dei prodotti, obbligato a redigere una dichiarazione di prestazione (DoP) ed apporre all’atto di immissione del prodotto sul mercato la marcatura CE, ma anche tutti i soggetti coinvolti nella filiera: dal progettista dell’opera, al direttore dei lavori, al direttore dell’esecuzione o collaudatore, fino ad arrivare agli installatori che, nell’ambito di specifiche competenze, sono tenuti ad utilizzare prodotti da costruzione conformi alle norme tecniche armonizzate ed al regolamento (UE) n. 305/2011.


E se questo non accadesse? Cosa potrebbe succedere nel caso si utilizzassero prodotti non conformi alla normativa?


Prima di tutto il rischio è quello di non poter garantire la sicurezza degli utenti che, in un futuro più o meno prossimo, potrebbero rimanere vittima di incidenti dei quali i soggetti che hanno agito in barba alle regole si troverebbero a rispondere.


Già di per sè questo dovrebbe essere sufficiente a garantire attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti nella realizzazione di un’opera, ma, entrando nel dettaglio del decreto, si nota come siano state previste anche pesanti sanzioni. Il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore che, nell’ambito delle specifiche competenze, utilizzi prodotti non conformi a quanto stabilito nel decreto e nel sopracitato regolamento europeo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 24.000 euro. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso non vengano rispettate le regole nell’impiego di materiali ad uso strutturale o antincendio è previsto invece l’arresto sino a sei mesi e un’ammenda da 10.000 euro a 50.000. E non va meglio al progettista che prescriva l’utilizzo di prodotti non conformi, per cui le sanzioni vanno da 2.000 euro nei casi meno gravi, fino a raggiungere i 25.000 e l’arresto sino a tre mesi.


Meglio quindi fare attenzione, senza però lasciarsi andare ad inutili allarmismi: la quasi totalità dei prodotti forniti dai rivenditori e dai grossisti è perfettamente a norma e sicuro. Ovviamente lo stesso discorso non vale per il web, dove si può trovare di tutto e ad ogni prezzo. In questo caso è meglio usare tutte le cautele possibili, investendo un po’ di tempo in una verifica in più, ma evitando inconvenienti e brutte sorprese.

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